fai-da-te-02

Fai da te

AREA DOWNLOAD

1. scarica guide e manuali
2. scarica moduli da compilare

0 > Costruire e’ un processo molto complesso e costoso: confrontiamo le esperienze

Introduzione

Sei capitato su questa pagina per due motivi: o sei un navigatore curioso oppure sei una persona che deve affrontare e risolvere i problemi legati alla costruzione o alla manutenzione di un edificio.
Nelle pagine e nei post di questo sito, cerchiamo da un lato di disegnare una piccola mappa per non perderti in questo labirinto di leggi, norme , regolamenti e divieti; dall’altro desideriamo anche chiarire altri aspetti un po’ misteriosi come quanto costa costruire e perche’ e’ necessario pagare cosi’ tanti tecnici.

Grazie e buona lettura.

__________________________________________

1 > Capire cosa ti serve

Analizzare obiettivi e problemi per trovare soluzioni

Hai un lotto di terra o una vecchia casa, hai un po’ di soldi e vorresti costruire qualcosa, tutto semplice? Niente da fare, mi dispiace, qui cominciano i problemi.
Se stai visitando questa pagina, o sei curioso oppure hai a che fare con un problema che riguarda le costruzioni; cominciamo allora con un concetto elementare: per costruire qualsiasi cosa ti serve un qualche tipo di permesso; infatti il diritto di proprieta’ su un immobile (terreno o fabbricato), non coincide col diritto di farne quel che si vuole.
Costruire senza il necessario permesso costituisce un abuso, per il quale vengono puniti non solo il proprietario, ma anche il tecnico e l’impresa costruttrice.
Questa cosa puo’ anche non piacere, ma e’ un principio base per mediare l’esercizio della tua liberta’ con quella degli altri membri della Comunita’ cui appartieni.
Pero’, nelle Societa’ complesse come la nostra, l’applicazione di un principio cosi’ elementare si complica oltre la barriera del buon senso, la burocrazia prende il sopravvento, gli Uffici comunali sembrano voler complicare le cose anziche’ favorire il cittadino.
Dunque, avvicinandosi al problema del costruire, il primo passo e’ di prendere conoscenza per quanto possibile di norme, leggi e regolamenti nazionali, regionali e comunali, per difendersi dagli eccessi della burocrazia.
Attenzione pero’, non ci sono solo diritti da difendere, ma anche doveri da rispettare.

2 > Capire come si fa

Conoscere il procedimento amministrativo

Secondo passo, secondo concetto base:
costruire e’ un processo difficile e complesso, molti soggetti sono coinvolti, molte competenze sono richieste; per sapere cosa fare, bisogna cominciare ad inquadrare il problema che ti riguarda.
Per farlo, bisogna innanzitutto rispondere a tre domande:
devi realizzare una nuova costruzione oppure rinnovare un fabbricato esistente?
la costruzione nuova o rinnovata, accogliera’ una abitazione o una attivita’ diversa dalla residenza?
quale e’ la classificazione urbanistica del tuo immobile?
A seconda delle combinazioni di queste tre variabili principali, che sono dunque la tipologia di intervento e la destinazione, derivano diversi problemi, diverse soluzioni, diversi percorsi, impegni, responsabilita’, scelte e spese.

3 > Capire quanto ti costa

Definire il proprio Budget

Nell’avventura della costruzione, non ci sono solo le spese per l’impresa edile e gli altri artigiani ed impiantisti che sono chiamati ad intervenire con materiali e lavoro manuale; prima di muoversi e’ indispensabile compilare un proprio bilancio preventivo di spesa, comunemente detto Budget composto delle spese a monte e a valle del costo per i lavori di costruzione veri e propri, ad esempio:
oneri comunali
costo di costruzione
opere edili
impianti
finiture
sistemazioni esterne
iva sui costi di costruzione
spese notarili
spese di intermediazione immobiliare
spese tecniche di progettazione e direzione lavori
iva sui compensi ai professionisti.
4 > Capire chi fa cosa

complessita’, compiti, competenze, conoscenze, specializzazioni, responsabilita’

A tutti risulta perfettamente chiaro che cosa fa un muratore, un idraulico, un elettricista, un pavimentista, un posatore, un imbianchino ma non per tutti e’ chiaro che cosa fanno ingegneri, geometri, architetti, periti e, soprattutto, perche’ e’ necessario pagare tutte queste persone!
Bisogna allora spiegare che alcune leggi, sia generali come il Testo Unico in materia di Edilizia, che di settore, impongo degli obblighi che, almeno in origine, nascono per migliorare la qualita’ delle costruzioni e per rendere piu’ sicuro e confortevole l’abitare ed il lavorare.
Questi buoni principi, si traducono pero’ nella necessita’ di rivolgersi a persone abilitate a risolvere un problema complesso – i professionisti – compensando in maniera equa le competenze, conoscenze e specializzazioni che mettono a vostra disposizione, senza dimenticare che, nel farlo, essi si assumono per conto vostro anche pesanti responsabilita’ di ordine civile e penale.

Ecco quindi un breve elenco generale delle competenze tecniche di cui potreste avere bisogno:
topografia: un topografo dovra’ effettuare rilievi strumentali del sito del progetto;
geotecnica: un geologo dovra’ far eseguire sondaggi e scavi per studiare sia le caratteristiche meccaniche del terreno ai fini della costruzione, sia far analizzare la presenza di sostanze inquinanti nel terreno che verra’ movimentato;
progettazione strutturale: a partire dalle fondazioni fino alla copertura, e’ indispensabile che la progettazione sia curata anche sotto il profilo strutturale da parte di un tecnico competente,
collaudatore in corso d’opera: un tecnico estraneo alla progettazione ed alla direzione dei lavori con una anzianita’ professionale di almeno 10 anni, dovra’ venire nominato all’inizio per effettuare il collaudo finale dell’opera;
direzione dei lavori:un professionista sara’ incaricato dal proprietario di assumere la sua rappresentanza nei confronti delle ditte incaricate di procedere con la costruzione, il direttore dei lavori si assume responsabilita’ civili e penali nei confronti sia del committente che nei confronti del Comune;
contabilita’ lavori: per il committente di lavori edili, sara’ buona pratica quella di incaricare un tecnico di verificare le quantita’ e qualita’ dei lavori eseguiti e la loro rispondenza ai termini del capitolato e del contratto,
coordinamento sicurezza: un tecnico abilitato dovra’ occuparsi di ‘progettare’ la organizzazione del lavoro di cantiere in modo da ridurre al minimo i rischi di incidenti sul lavoro, di eventuali contravvenzioni alle prescrizioni o danni a persone egli si assume la responsabilita’ penale,
prevenzione incendi: in certi casi e’ necessario progettare metodi per prevenire il rischio di incendi e prevedere la maniera piu’ veloce e sicura per evacuare il fabbricato, anche per questo incarico serve un tecnico con speciale abilitazione;
progettazione antisismica: viste le esperienze che tutti noi abbiamo vissuto, siamo perfettamente consapevoli di come sia necessario che ogni nuovo edificio; nello stesso modo, quando si interviene con un importante intervento di ristrutturazione di un fabbricato esistente, e’ obbligatorio porre in atto degli accorgimenti tecnici per rendere l’edificio piu’ resistente alle scosse sismiche;
comfort acustico: recenti norme di legge sono intervenute a regolamentare sia la produzione di rumori nell’ambiente, sia le caratteristiche di isolamento acustico che gli edifici devono rispettare per la trasmissione di rumori da e verso l’esterno e le altre costruzioni; tecnici iscritti in un albo regionale sono abilitati ad effettuare misurazioni, rilievi e verifiche in materia;
risparmio energetico: questo tema e’ molto complesso e si divide in due filoni: progettazione e classificazione; per la prima parte, un tecnico deve progettare le ‘prestazioni’ energetiche del fabbricato, non piu’ e non solo badare a ridurre le dispersioni del calore verso l’esterno, ma porre mano ad un più complessivo ‘bilancio energetico’ che garantisca risparmio e benessere a chi usa quel fabbricato; poi, nel momento in cui questo fabbricato e’ completato o viene commercializzato, un tecnico esterno deve certificare in quale classe energetica il fabbricato rientra;
ci sono infine da rispettare norme di ‘igiene edilizia’ per assicurare salubrita’, luce naturale e ricambio d’aria ai locali del fabbricato e norme per prevedere gia’ in sede di progettazione la perfetta accessibilita’ di ogni fabbricato a tutte le persone, compresi coloro che hanno difficolta’ di movimento.
E il progetto?
Vi siete accorti che da questa lunga lista resta fuori il progetto?
Da qui parte un’altra lunghissima serie di questioni da affrontare:
edilizia o architettura?
ingegnere, geometra o architetto?
qual’e’ il prezzo corretto per il progetto?
quale e’ il valore vero del progetto?
qual’e’ il vero ruolo dell’architettura?
e’ maggiore il costo o il valore dell’architettura di qualita’?
A voi l’ardua sentenza!
La nostra organizzazione è composta da un nucleo di architetti e geometri, con una rete di collaborazioni durature nel tempo con tecnici specialisti nei vari campi, per le prestazioni e consulenze che completano il progetto architettonico o edilizio che dir si voglia.
Una cosa però rimane oltre quanto detto: il fatto che bisogna che il cliente riesca a stabilire un rapporto di fiducia con il progettista nelle cui mani si affida, al pari del modo in cui si comporterebbe nei confronti di un medico o di un avvocato. Non ci si può certo mettere nelle mani di un Azzeccagarbugli; se via ccorgete che questa intesa, questa fiducia non c’è, mollate subito, risparmierete tempo e danaro ed eviterete analoghe perdite anche al professionista.
Col vostro progettista non dovrete mai avere un atteggiamento passivo, come se foste davanti ad un docente; dovete invece essere in grado di interagire e discutere le scelte, avanzando anche proposte precise.
Per essere in grado di condurre il gioco, innanzitutto dovrete chiarire le vostre finalità e fissare il vostro tetto di spesa ed un programma temporale di scadenze; poi dovrete cominciare ad informarvi tramite immagini su giornali ed internet, di che cosa sta succedendo globalmente nel campo dell’architettura sotto il profilo dello stile, dei materiali, delle tecnologie costruttive e impisntistiche, delle finiture, delle leggi da rispettare.
Solo così, firmando il progetto insieme con il vostro progettista, avrete dato un “concenso informato”, consapevole e responsabile.
Questo processo, inoltre, vi farà anche risparmiare tempo e spese per eventuali varianti al progetto, per “non sapevo, non avevo capito”, per varianti in corso d’opera.

5 > AArchitettura, breve profilo di presentazione

CHI SIAMO:
Il nostro gruppo di lavoro nasce nel 1997 ed opera quasi esclusivamente in sede locale nell’ambito della Provincia di Vicenza e della Valle dell’Agno.
AArchitettura e’ uno studio associato composto da architetti, geometri ed altri professionisti.
AAchitettura e’ una organizzazione per la messa in opera dell’architettura ed il disegno urbano.
COSA FACCIAMO:
restyling e valorizzazione del patrimonio edilizio degli anni ’70 ed ’80,
restauro di edifici ottocenteschi,
architetture per abitare,
interventi a scala urbanistica
social housing,
questi sono i settori in cui siamo piu’ impegnati in questo periodo.
COME LO FACCIAMO: c’e’ solo un modo per farlo, farlo bene!
Dopo una fase di valutazione e discussione con tutti i soggetti coinvolti, si passa alla progettazione definitiva durante la quale vengono messi a punto tutti gli aspetti dell’intervento e si procede con l’ottenimento di tutti i permessi, nulla osta e pareri prescritti;
la cantierizzazione, detta anche fase di ingegnerizzazione del progetto, si compone di una parte tecnica detta progettazione esecutiva e di una tecnico-economica costituita dal computo metri estimativo del costo dell’opera per mezzo della messa a punto di tutti i dettagli costruttivi e procedimenti da porsi in atto nell’intervento inclusa la scelta delle tecnologie ed impianti economicamente piu’ convenienti;
dopo la stipula del contratto con i vari appaltatori (imprese costruttrici) oppure con il contraente generale (impresa capofila), si apre il cantiere assumendo a richiesta il ruolo di direzione dei lavori, sino al completamento dell’opera ed al suo collaudo tecnico ed amministrativo.
I NOSTRI LAVORI: Valuta la qualita’ delle nostre esperienze con un click> http://aarchitettura.500px.com/#/0

CONTATTI PER UN PARERE O UN PREVENTIVO GRATUITO: 
scrivi a mail@aarchitettura.it
invia fax a 0444/1922066
telefona a 0445/446363
Sede Operativa: Cornedo Vicentino,Vicenza 36073
Sito Web principale: http://www.aarchitettura.giovencato.com
________________________________

6 > Normativa Utile per la tua Consultazione
essere informati per attivare i diritti di cittadinanza

Ecco i collegamenti alle leggi base che dovete conoscere prima di avventurarvi nell’impresa di costruire qualcosa:
Testo Unico sull’Edilizia
Norme Tecniche sulle Costruzioni
Legge urbanistica del Veneto
Norme Tecniche del Comune di VALDAGNO
Regolamento Edilizio del Comune di VALDAGNO
Modulistica per pratiche edilizie Comune VALDAGNO

Giovanni Maria Vencato, architetto
_________________________________________________

ARTICOLI ED ARGOMENTI DA SVILUPPARE

ARCHITETTURA  – DEFINIZIONE

come al solito, troviamo una buona definizione in wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Architettura
L’architettura è la disciplina che ha come scopo l’organizzazione dello spazio a qualsiasi scala, ma principalmente quella in cui vive l’essere umano. Semplificando si può dire che essa attiene principalmente alla progettazione e costruzione di un immobile o dell’ambiente costruito.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
ma prima di wikipedia, ne hanno dato definizione Palladio, giulio romano , che l’ha ripresa da vitruvio 
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Marco Vitruvio Pollione (23 aC)
”Architettura è una scienza, che è adornata di molte cognizioni, e colla quale si regolano tutti I lavori, che si fanno in ogni arte. Si compone di Pratica e Teorica. La Pratica è una continua, e consumata riflessione sull’uso, e si eseguisce colle mani dando una forma propria alla materia necessaria di qualunque genere ella sia. La Teorica poi è quella, che può dimostrare, e dar conto delle opere fatte colle regole della proporzione, e col raziocinio.”
bellissimo questo blog con tutte le definizioni storiche:
http://www.vitruvio.ch/arc/resources/definizioni.php
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
a mio personale avviso
l’architettura è prima di tutto una forma di espressione connaturata profondamente all’uomo ed alla sua cultura, bisogni, passioni, desideri, necessità
l’architettura è uno dei segni dei tempi
ed ogni epoca, dovrebbe avere una forza tale per essere in grado di formulare e produrre il proprio segno nei tempi, grazie all’architettura, alle altre arti tattili, alla scrittura etc,

FORM “CHIEDI APPROFONDIMENTO O PRESENTA IL TUO CASO”

Che cos’è l’architettura?
L’architettura è una disciplina complessa che arricchisce l’attività edilizia di valori quali la ricerca della qualità degli spazi interni ed esterni, la ricerca di un rapporto armonico con il paesaggio urbano e naturale entro cui l’architettura si situa, la ricerca di uno spazio emotivo, un equilibrio tra l’utilità e la bellezza.
L’architettura deve trovare applicazione in tutti gli edifici indipendentemente dalla loro grandezza o “importanza” perché aiuta al migliorare la qualità della nostra vita che in quell’ambiante di realizza.

CHE DIFFERENZA C’è TRA ‘’EDILIZIA’’ ED ‘’ARCHITETTURA’’?
entrambe riguardano il processo della costruzione e trasformazione del paesaggio e dell’ambiente, tuttavia c’è una sostanziale differenza. Il progetto edilizio deve affrontare e risolvere correttamente i problemi ed i vincoli derivanti dalle norme locali, regionali e nazionali in materia di urbanistica, edilizia, normativa tecnica sulle costruzioni, sul risparmio energetico, sulla stabilità antisismica, sull’igiene dell’abitare, sull’isolamento acustico, sulla sicurezza antincendio ed inoltre deve badare ai doveri sanciti nel codice civile con una speciale attenzione infine alle norme fiscali.
Il progetto architettonico fa qualche cosa in più: muovendosi all’interno di tutti questi vincoli, si propone di aggiungere equilibrio, armonia, innovazione, creativitá, emozione, qualità, gusto, stile e ricerca.
Si tratta di fattori che superano l’obbligo normativo e, a parità di investimento (un edifico bello costa come una brutto) rendono l’edificio più “umano”.

Dunque, caro cliente committente, quando ti si chiede quali sono le tue necessità, abbi il coraggio di chiedere un progetto emozionante non uno banalmente funzionale, poiché che un intervento debba funzionare è il livello di base al di sotto del quale paghi per non ottenere ciò per cui hai pagato.

Cosa fa l’architetto? (io architetto)
Secondo una bella e suggestiva definizione contenuta in una direttiva UE,l’architetto ‘è il coordinatore unico dei processi di trasformazione del paesaggio’’. L’architetto intervie inh molte fasi del progetto.

Nella fase di progettazione preliminare, l’architetto cerca di aiutare il committente portare a migliorare il livello di consapevolezza di ciò che realmente desidera, di ciò di cui ha effettivamente bisogno e di quello che può permettersi in termini di budget.

Nella fase della progettazione definitiva ed esecutiva, l’architetto ricerca costantemente il miglior punto di equilibrio tra tutte le esigenze e i problemi, libaranod il suo committente da una infinità di problemi.
media tra tutte le esigenze dei vari enti che sono istituzionalmente chiamati ad esprimere il proprio assenso o diniego (comune, provincia, regione ,consorzio di bonficia, vigili del fuoco, asl, genio civile, soprintendenza beni ambientali ed architettonici, guardia forestale e corpo forestale dello stato, enel, telecom, gestori del servizio di acquedotto e fognatura, gestori della rete del metano, a seconda dei casi ed indipendentemente dalla dimensione dell’intervento);
raccoglie e coordina le consulenze dei vari tecnici specialisti: topografo, geologo, strutturista, impiantista, paesaggista, tecnico acustico, responsabile della sicurezza;
inquadra il tutto con  le esigenze e le richieste del committente soprattutto in relazione al rispetto dei limiti di spesa;
infine, trasforma il risultato di questo lungo ed articolato processo, in un’nsieme di disegni e documenti che contengono tutte le informazioni dettagliate per mettere effettivamente in opera il progetto.

Nella fase di cantiere, l’architetto assume il ruolo di direttore dei lavori, che è paragonabile ad un pubblico ufficiale, e diviene responsabile del buon andamento dei lavori, del rispetto del progetto, controlla l’operato dell’impresa di costruzioni e degli altri appaltatori, misura contabilizza e liquida i lavori eseguiti, certifica e collauda l’intervento così compiuto, assumendosi la responsabilità civile e penale del proprio lavoro e delle documentazioni che presenta.

L’architetto garantisce il proprio cliente da eventuali difetti o errori di progettazione, grazie ad un polizza di responsabilità civile.

Per il buon esito dell’incarico è fondamentale che il cliente venga informato al meglio su tutto il procedimento che dovrà affrontare e sugli impegni economici che gli vengono richiesti. Questo impegno di chiarezza l’architetto lo affronta con la stipula di una lettera d’incarico all’architetto con la quale siano definiti la misura del compenso professionale e le modalitá di pagamento per acconti.

L’architetto potrà, su richiesta, incaricarsi di curare anche gli interni dell’edificio.

Il procedimento qui descritto, è valido sia nei casi di costruzione di nuovi edifici che di recupero e riuso di fabbricati esistenti.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
CHE COSA E’ UNA “COSTRUZIONE”
sinora ho usato volutamente il termine ‘costruzione’ perchè da un lato è generico rispetto a fabbricato, edificio, casa, dall’altro il concetto di ”costruzione” ha, per così dire, un valore legale, perchè tutto quello che è definibile come costruzione, richiede di essere autorizzato
dunque vi è un aspetto legale che prende il nome generale di ”procedimento amministrativo”: comincia con la tua domanda (istanza) di costruire e si conclude con una autorizzazione a farlo che prende il nome di ”titolo”.autorizzativo

cosa c’entra con tutto questo l’architettura?
a volte rischia di non centrare nulla, ma noi cerchiamo nonostate tutto, di farla comparire da qualche parte, anche contro la volontà dei committenti.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
ma, a proposito, che cos’è in definitiva l’architettura?

http://lexambiente.it/urbanistica/160/7877-urbanistica-nozione-di-costruzione.html

Cass. Sez. III n. 5624 del 14 febbraio 2012 (Ud. 17 nov. 2011)
Pres. Mannino Est. Fiale Ric. Trovato
Urbanistica. Nozione di costruzione

La definizione delle opere di nuova costruzione è data, dall’art. 3, lett. e),  del dpr 380\01 con indicazione di carattere residuale comprendente tutti quegli interventi di  trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio non rientranti nelle categorie della  manutenzione, del restauro o del risanamento conservativo che hanno, come conseguenza, la  trasformazione permanente del suolo inedificato. Costituisce, pertanto, “costruzione” in senso tecnico-giuridico qualsiasi manufatto  tridimensionale, comunque realizzato, che comporti una ben definita occupazione del terreno e dello spazio aereo.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
prima di questa definizione, non ve n’era una di precisa e definitiva, come al solito, dovette intervenire la magistratura:
 
Alla assenza di una definizione legislativa del concetto “costruzione”, per la corretta applicazione delle norme su richiamate, suppliscono dottrina e giurisprudenza, le quali precisano che l’interpretazione deve fare ricorso alla potenzialità dell’opera. Di conseguenza si avrebbe costruzione ai sensi e agli e etti della legge urbanistica quando l’opera è stabilmente fissa nel suolo, con o senza impiego di malta cementizia sempre ché, attraverso il sistema di collegamento, si abbia l’incorporazione dell’opera al suolo e la sua conseguente immobilizzazione rispetto a
quest’ultimo.
Si ritiene che la costruzione esista quando siano poste almeno quelle strutture essenziali che, assicurandole un minimo di consistenza, possano farla giudicare siccome presente nella realtà” : deve sussistere la possibilità di procedere, con un su iciente grado di certezza, alla ricognizione degli elementi strutturali dell’edificio, in modo tale che, seppur non necessariamente “abitato” o “abitabile”, esso possa essere comunque individuato nei suoi connotati essenziali, come identità strutturale, in relazione anche alla sua destinazione.
In tal senso si è espresso il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa – Sezione Bolzano con la presente sentenza.
T.R.G.A., Sezione Bolzano, sentenza 7 marzo 2006 n. 97
Pres. Demattio, Est. Widmair
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
http://www.anaci.piemonte.it/argomenti/lettere-d-l/edilizia/sentenze/1663-cassazione-26022009-n-4679-nozione-di-costruzione-irrilevanza-del-materiale-adoperato.html
Cassazione 26/02/2009 n 4679: Nozione di costruzione; irrilevanza del materiale adoperato 
Scritto da Edoardo Riccio 
Cassazione Civile, Sezione II, 26 febbraio 2009 n 4679
Ai fini delle norme codicistiche sulla proprieta’, la nozione di “costruzione” non e’ limitata a realizzazioni di tipo strettamente edile, ma si estende ad un qualsiasi manufatto, avente caratteristiche di consistenza e stabilita’, per le quali non rileva la qualita’ del materiale adoperato, quanto, invece, la sua infissione al suolo in senso fisico e finalistico. Ne consegue che non puo’ ritenersi rilevante la sostituzione dei materiali con cui era realizzata la costruzione, perche’ il legno e il vetro, se integranti una struttura stabilmente infissa al suolo, sono idonei ad integrare una “costruzione”, sicche’ la successiva trasformazione non incide ai fini di un nuovo decorso del termine di prescrizione dell’azione di ripristino spettante al vicino, fatti salvi i possibili rilievi per una diversa incidenza della trasformazione stessa sulla statica dell’edificio.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
http://www.studiolegalemoschetta.eu/index.php/it/news/6-azioni-civili/126-definizione-di-costruzione-ai-fini-dellosservanza-delle-norme-in-materia-di-distanze-legali-stabiite-dagli-artt-873-e-ss-cc

Definizione di costruzione ai fini dell’osservanza delle norme in materia di distanze legali stabiite dagli artt. 873 e ss. c.c.

Ai fini dell’osservanza delle norme in materia di distanze legali stabilite dagli artt. 873 e seguenti cod. civ. e delle norme dei regolamenti locali integrativi della disciplina codicistica, deve ritenersi “costruzione” qualsiasi opera non completamente interrata avente i caratteri della solidità, stabilità ed immobilizzazione rispetto al suolo, anche mediante appoggio o incorporazione o collegamento fisso ad un corpo di fabbrica contestualmente realizzato o preesistente, e ciò indipendentemente dal livello di posa ed elevazione dell’opera stessa, dai suoi caratteri e dalla sua destinazione. Ne consegue che gli accessori e le pertinenze che abbiano dimensioni consistenti e siano stabilmente incorporati al resto dell’immobile, così da ampliarne la superficie o la funzionalità economica, costituiscono con l’immobile una costruzione unitaria, sicché le distanze devono essere calcolate non dalla parete dell’edificio maggiore, ma da quella più prossima alla proprietà antagonista. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza che aveva omesso di considerare, ai fini delle distanze, un corpo accessorio costituito dai servizi igienici).
Cass. civ. Sez. II, 22-02-2011, n. 4277
 °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
http://www.e-glossa.it/Errore.aspx?Err=NonTrovato’osservanza_delle_distanz_1059.aspx
Cass. Civ., sez. II, n. 20574/2007. 
Definizione di costruzione ai fini dell’osservanza delle distanze legali.
Ai fini dell’osservanza delle distanze legali di cui agli artt. 873 e seguenti c.c., nonché di quelle prescritte dagli strumenti urbanistici o normativi che integrano la disciplina codicistica, deve considerarsi costruzione qualsiasi manufatto non completamente interrato che abbia i caratteri della solidità, stabilità e immobilizzazione al suolo, anche mediante appoggio, incorporazione o collegamento fisso a un corpo di fabbrica preesistente o contestualmente realizzato, e ciò indipendentemente dal livello di posa e di elevazione dell’opera, dai caratteri del suo sviluppo volumetrico esterno, dall’uniformità o continuità della massa, dal materiale impiegato per la sua realizzazione e dalla sua funzione o destinazione. In particolare, per quanto riguarda gli sporti, le terrazze, le scale esterne o, in genere, i corpi avanzati costituenti aggetti di un edificio, questi, ove siano stabilmente incorporati nell’immobile e non abbiano una funzione meramente decorativa od ornamentale, accrescono la superficie, il volume e la funzionalità dell’immobile cui accedono e rientrano nel concetto civilistico di costruzione, per cui di essi deve tenersi conto ai fini delle distanze, che vanno misurate dal limite dei manufatti aggettanti verso il vicino.
FORM “CHIEDI APPROFONDIMENTO O PRESENTA IL TUO CASO”

per le persone ”normali” o per le stesse persone rissose in condizioni normali, costruzione ha un altro senso, come quello che si trova in wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Costruzione_edilizia

La costruzione edilizia è rappresentata dall’assemblaggio di materiali diversi, che dalla loro unione generano un nuovo oggetto, che va a realizzare unito ad altri l’ambiente costruito.
Nel campo dell’architettura e dell’ingegneria civile la costruzione è un processo che consiste nell’edificazione di un insieme di strutture collegate sulla base di un progetto o comunque di un qualche livello di pianificazione. Non costituisce un’unica attività ma è piuttosto un sistema di componenti, impianti, finiture. Per le costruzioni su larga scala il lavoro è organizzato da un project manager e supervisionato da ingegneri, architetti imprese costruttrici, enti appaltatori.
Per il successo della realizzazione di un’opera il piano generale dell’intervento è essenziale. Questo lega la progettazione architettonica alla costruzione e deve considerare diversi fattori correlati: l’impatto e la sostenibilità ambientale, la tempistica dei lavori, la sicurezza del cantiere, la disponibilità di risorse e materiali, la logistica.
Una costruzione può essere rappresentata da una semplice opera muraria (parete ecc.) da una struttura (scala ecc.), da un edificio (abitazioni, uffici, negozi), da un’opera pubblica (ponte, stadio ecc.).

esempio di struttura di un arco
Una costruzione può essere classificata:
per diversa tipologia: costruzione in legno, in pietra, in mattoni, in cemento armato, mista
per diverse caratteristiche di resistenza e relazione ambientale: leggera (tensostrutture), antisismica, bio-architettonica ecc.

FORM “CHIEDI APPROFONDIMENTO O PRESENTA IL TUO CASO”
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

ecco dunque che entra in gioco un altro elemento: il vicino, il confinante, il condomino: ogni nostra azione provoca qualche effetto sui nostri vicini
il Codice Civile, tra l’altro, regola i rapporti tra i vicini

DISTANZE:
TRATTO DA: http://www.studiolegalemarella.it/novita-approfondimenti/edilizia/74/dossier-nozione-di-costruzione-e-distanze-legali-casi-concreti/390/
 
Novità e approfondimenti
Edilizia
DOSSIER: Nozione di costruzione e distanze legali. Casi concreti
Il presente dossier vuole offrire degli spunti di riflessione nell’ambito della disciplina delle distanze legali, anche e soprattutto riconducendo il tutto al concetto di costruzione, tecnicamente parlando.
In primo luogo, prendendo le mosse dall’ipotesi dei volumi tecnici, ai fini del calcolo delle distanze legali, integra la nozione di volume tecnico, non computabile nella volumetria della costruzione, solo quell’opera edilizia priva di alcuna autonomia funzionale, anche potenziale, in quanto destinata a contenere impianti serventi di una costruzione principale per esigenze tecnico-funzionali della costruzione medesima.
In sostanza, si tratta di impianti necessari per l’utilizzo dell’abitazione che non possono essere ubicati all’interno di questa, come quelli connessi alla condotta idrica, termina o all’ascensore, mentre va escluso che ne costituiscono parte integrante, come ad esempio il vano scale, di cui il torrino ne rappresenta la necessaria prosecuzione.
Ora, con riferimento alla nozione di costruzione, rilevante ai fini dell’osservanza delle norme in materia di distanze legali stabilite dall’art. 873 c.c. o da norme regolamentari integrative, si è stabilito che tale concetto comprende qualsiasi opera non completamente interrata avente i caratteri della solidità o immobilizzazione rispetto al suolo.
In altri termini, rientrano nella previsione delle norme urbanistiche e richiedono il rilascio del permesso di costruire non solo i manufatti tradizionalmente compresi nelle attività murarie, ma anche le opere di ogni genere con le quali si intervenga sul suolo o nel suolo, senza che abbia rilevanza giuridica il mezzo tecnico con cui sia stata assicurata la stabilità del manufatto, che può essere infisso o anche appoggiato al suolo, in quanto la stabilità non va confusa con l’irremovibilità della struttura o con la perpetuità ad esso assegnata, ma si estrinseca nell’oggettiva destinazione dell’opera a soddisfare i bisogni non provvisori, cioè non sia temporanea e contingente.
Un’opera edilizia può definirsi precaria se la stessa, indipendentemente dalla natura dei materiali usati, è preordinata, sul piano funzionale, a soddisfare esigenze oggettivamente provvisorie del soggetto attuatore.
E così, il carattere precario e provvisorio di un manufatto deve essere indotto non dal tipo di materiali usati, ma dall’uso realmente precario e temporaneo per fini specifici e cronologicamente delimitati, sicché la precarietà dell’opera edilizia va esclusa quando si tratti di costruzione destinata a dare un’utilità prolungata nel tempo, indipendentemente dalla facilità della sua rimozione e dal suo più o meno saldo ancoraggio al suolo.
Inoltre, il carattere della precarietà di una costruzione non va desunto dalla eventuale rimovibilità dell’opera, semplice e rapida che sia, ovvero dal tipo più o meno fisso del suo ancoraggio al suolo, ma dal fatto che la costruzione risulti destinata a soddisfare una necessità contingente per essere, poi, prontamente rimossa.
Ad esempio, il traliccio è un’opera che per di più, per le sue considerevoli dimensioni, ha un notevole impatto ambientale e deve pertanto ritenersi soggetto alla specifica regolamentazione comunale sulle distanze, la cui ratio, volta alla tutela dell’armonico sviluppo urbanistico, trascende quella limitata prevenzione d’intercapedini nocive, di cui alla prescrizione di tre metri dell’art. 873 c.c..
Da altro punto di vista, rientrano nella categoria tecnico-giuridica dei semplici sporti, non computabili ai fini delle distanze, soltanto quegli elementi che, come le mensole, le lesene, i cornicioni, le canalizzazioni di gronda e simili, hanno funzione meramente ornamentale, di rifinitura od accessoria, mentre attingono le caratteristiche del corpo di fabbrica, costituendo per sua natura parte integrante dell’edificio, le sporgenze di particolari proporzioni atte ad estendere ed ampliare l’edificio stesso di superficie e volume.
La giurisprudenza ha altresì precisato che i locali interrati non sono computabili ai fini dell’applicazione degli standard urbanistici solo se essi siano costruiti al di sotto dell’originario piano di campagna, ciò in quanto le prescrizioni dettate dagli strumenti urbanistici in tema di altezza, distanze e volumetria degli edifici sono dirette a tutelare quegli specifici valori – aria, luce, vista – sui quali incidono tutti i volumi che, sporgendo al di sopra della linea naturale del terreno, modificano in maniera significativa la conformazione del suolo e dell’ambiente.
In particolare, la mansarda non costituisce un ampliamento finalizzato alla realizzazione di meri volumi tecnici di un fabbricato preesistente, in quanto sono volumi tecnici soltanto quelli adibiti alla sistemazione di impianti in rapporto di strumentalità necessaria con l’uso dell’edificio in cui vengono collocati e non sistemabili all’interno della parte abitativa (ad esempio impianti termici, idrici, dell’ascensore), mentre i locali complementari all’abitazione, tra cui la mansarda (nonché la soffitta, gli stenditoi chiusi o di sgombero) vanno computati ai fini della volumetria consentita e, se del caso, del calcolo dell’altezza e delle distanze ragguagliate all’altezza.

FORM “CHIEDI APPROFONDIMENTO O PRESENTA IL TUO CASO”

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Il procedimento amministrativo
I VINCOLI IN CAMPO EDILIZIO
vincoli

Fonte
Sanzioni

Amministrative
Penali

Boschi (art.2 Digs 227/01)
Rdl 3267/23
Art. 10 Legge 353/2000
Art. 10 Legge 353/2000

Fiumi/torrenti
Rdl 523/04 Art.374
Digs 153/06 parte terza
Art.31
TU Edilizia
Art. 374
L.2248/1865 all. f

Art. 134
Digs 152/06 Lett.c
TU Edilizia
Igiene del suolo e dell’abitato DM 5.7.1975 Art.344 Art.222
Regoiamento comunale di igiene TULS RD1265/34) TULS
(RD1265/34)
Opere in c.a. e a rete metallica Legge 1086/71 Art.31-70
Parte ii Capo ii TO Edilizia TU Edilizia TU Edilizia
Zone sismiche Parte II CAPO IV Art.3197 Ant.44-95
TU Edilizia TU Edthzza
TU Edilizia
L_64/74
Fasce di rispetto stradali Codice delia strada (digs 285/92- Art. 16-19 Nassana per
delia
cediCe
rcgoiamento 495/92( Cds strada
presupposti art.44 TO edilizia
Industrie pericolose ed insalubri TULS ( RD 1265/34) Art.216 C.67 Nessuna per tuis So
ricorrcnci
TULS prosuppcsti
art.44 TO
edilizia

Il procedimento amministrativo
MODIFICA DELLA DESTINAZIONE D’USO
Tipologia del mutamento – Regime Sanzioni
Amministrative Penali
Cambio uso senza opere – D.I.A.
e
senza aumento del carico urbanistico (VERIFICA CONGUAGLIO ONERI)
Cambio uso senza opere P. C. Art.32cilett a) Axt.44 lett a)
e TU Edilizia TU Edilizia
(variazione
con aumento del carico urbanistico (VERIFICA STANDARDS) esseoziale)
VERIFICA CONGUAGLIO ONERI)
Cambio uso CON opere
P C – D I A Art.37 TU Edilizia Axt.44 lett b)
e . •sentnntaflo0 . TU Edilizia
senza aumento del carico urbanistico
(VERIFICA CONGUAOL!O ONERI)
Cambio uso CON opere
P C Art.32 ci lett a) Art.44 lett a)
e TU Edilizia TU Edilizia
con aumento del carico urbanistico VERIFICA STANDARDS (variazione
VERIFICA CONGUAGLIO ONERI essenziaie)
Art.37 TU Edilizia
Cambio di destinazione d’uso in Comunicazione
azienda –
Art. 13 his Decreno sviiuppo
(n83_ del
_22/06/2012)
La ascociazoni di promo/nine asia/el an 32 c 4. Logc 383/2000
consented) stolgere la propnaattivila istitnzionaln in qaatsiasi coca
del lemlona amuna(e (TAR Vi) (’61/08);
LA DEROGA dcc nicncrsi operantc soltanlo per quanto ripuarda a questionc della destinazione duno e non ad a/ire disposia/oni di caratiece edilizio

———————————————-
URBANISTICA.
L’Urbanistica è quella disciplina volta allo studio dei sistemi urbani (e delle loro relazioni territoriali), avvalendosi di analisi interdisciplinari (economiche, sociologiche, statistica demografica, etc.) verso la produzione di quadri e scenari di gestione (regolativa e/o strategica)e progettazione.

L’urbanistica comunica attraverso la produzione di piani. Il piano regolatore generale (PRGC), il piano operativo o piano strategico (vedi pianificazione strategica urbana), piano strutturale.Il Piano Strutturale fornisce il quadro delle tutele e delle strategie cui deve conformarsi ogni altra attività di pianificazione o di programmazione svolta dal Comune. Per questo viene anche chiamato il “piano dei piani”. In concreto, individua le condizioni per difendere le risorse e gli equilibri del territorio comunale e indica gli obiettivi di lungo periodo per il suo sviluppo e le regole essenziali per conseguirli.Saranno strumenti di applicazione del Piano Strutturale il Regolamento Urbanistico e tutti i piani di settore (mobilità, traffico, commercio, sanità, ecc.).

Attraverso l’urbanistica ci si propone anche di agire su un territorio con l’obiettivo di migliorarne le condizioni insediative, attraverso la riqualificazione (ad esempio) di ambiti degradati (a livello spaziale e/o sociale), attraverso meccanismi perequativi, attraverso un miglioramento delle condizioni di accessibilità rapportata alla localizzazione delle attività funzionali.

Per questo motivo l’urbanistica è in pratica sostanziata nella progettazione, che avviene con l’apporto di altre discipline (ingegneria, architettura, sociologia in primo luogo) e attraverso la produzione di ulteriori piani (piani di riqualificazione urbana, per esempio… ma bisognerà poi spiegare meglio questa parte..) e (nel qual caso) progetti (edilizi, di recupero ambientale, di accompagnamento sociale, etc.)

Uno degli scopi della pianificazione urbanistica è di delineare le grandi opzioni di organizzazione dello spazio e indirizzare (avvalendosi di meccanismi analitici e partecipativi), localizzare, gestire le attività sul territorio. Un altro grande tema ricade nella gestione dei meccanismi di relazione (sia spaziali che economici) tra gli spazi pubblici e gli spazi privati.

DEFINIZIONI DI URBANISITICA.
« L’Urbanistica è la scienza che studia, pianifica e norma in modo organico e funzionale, le modifiche del territorio, apportate dall’uomo mediante le costruzioni. »

(Giampaolo Tacconi)
« Sistemazione edilizia di una città e la previsione del suo sviluppo futuro,cioè l’opera concreta e coordinata della “tecnica e dell’arte dell’urbanistica” »

(Gustavo Giovannoni)
« L’urbanistica è definita come lo studio generale delle condizioni, delle manifestazioni e delle necessità di vita e di sviluppo delle città, il cui fine pratico è quello di dettare norme per il funzionamento della vita urbana che sia allo stesso tempo sana, bella, comoda ed economica »

(Luigi Piccinato)
« La scienza che studia i fenomeni urbani in tutti i loro aspetti,avendo come proprio fine la pianificazione del loro sviluppo storico »

(Giovanni Astengo)
« L’urbanistica può essere definita come l’arte di pianificare lo sviluppo fisico delle comunità urbane, con l’obiettivo generale di assicurare condizioni di vita e di lavoro salubri e sicure, fornendo adeguate ed efficienti forme di trasporto e promuovendo il benessere pubblico.

Come scienza l’urbanistica pretende di scoprire la verità nella città sulle condizioni economiche, sociali e fisiche.
Come arte cerca di ottenere un compromesso, sia economico sia sociale, nelle vie di comunicazione, nell’uso del suolo, nelle costruzioni e nella altre strutture »

(Thomas Adams, Encyclopedia of Social Science)
« Rappresentata come ciò che pone fine a un inesorabile processo di peggioramento delle condizioni della città e del territorio presi in esame come inizio di un virtuoso processo del loro miglioramento »

(Bernardo Secchi)

PIANIFICAZIONE TERRITORIALE.
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
La pianificazione territoriale è una disciplina che nasce in Italia in seno all’Urbanistica. Mentre in altri paesi esiste una tradizione nel planning, in Italia lo studio della città e del territorio è sempre stato collegato all’urbanistica ed è solo da pochi anni che si tenta di dare un’autonomia disciplinare alla pianificazione. La pianificazione del territorio è un termine piuttosto generico per definire tutti quegli strumenti di natura normativa e tecnica volti alla corretta gestione dello stesso. Il territorio però è un insieme complesso che può essere paragonato ad una matrice quadridimensionale (le tre dimensione spaziali più quella temporale) che vive, si evolve, si modifica seguendo le leggi della termodinamica. Queste leggi regolano, in maniera inscindibile, i processi che stanno alla base dei rapporti ecosistemici, dei rapporti tra sistema biotico ed abiotico, l’evoluzione stessa delle dinamiche della vita. La conoscenza delle caratteristiche territoriali è il punto di partenza per un corretto uso dello stesso, la capacità di discriminarlo nelle sue unità fondamentali il punto di partenza per una gestione di lunga durata secondo i principi dello Sviluppo Sostenibile (Rapporto Brundtland del 1987). Tutta la moderna dottrina sulla Panificazione Territoriale, sui Piani di Bacino, sui Modelli Urbanistici, ecc. non può prescindere da una corretta capacità di catalogazione dei beni del territorio.

Ciò che differenzia la pianificazione dall’urbanistica è il forte contenuto politico e sociale, oltre che la diversa scala su cui si opera; quindi non attenta strettamente alle dinamiche urbane ma analizza i sistemi complessi che riguardano anche scelte in materia energetica, ambientale e sociale. Non a caso la pianificazione ha a che fare con discipline quali l’economia regionale, la Geografia, le politiche pubbliche.

ARREDO URBANO.
L’arredo urbano è uno specifico ambito progettuale e di ricerca che provvede ad attrezzare gli spazi pubblici urbani con manufatti fissi o mobili funzionali, e nel migliore dei casi inseriti in una immagine coordinata della città.

L’arredo urbano è materia di studio delle facoltà di architettura e delle facoltà di Ingegneria e si occupa delle problematiche e del disegno degli spazi a verde pubblico, della segnaletica e dei dissuasori, dell’illuminotecnica urbana, ed in genere di qualsivoglia manufatto a destinazione pubblica che trova collocazione nella città a complemento del disegno urbanistico ed architettonico.

—————————————————————————

ARCHITETTURA.
L’architettura è la disciplina che ha come scopo l’organizzazione dello spazio in cui vive l’essere umano. Semplificando si può dire che essa attiene principalmente alla progettazione e costruzione di un immobile o dell’ambiente costruito.

L’architettura è nata anzitutto per soddisfare le necessità biologiche dell’uomo quali la protezione dagli agenti atmosferici, e proprio per questo è tra le discipline maggiormente presenti in tutte le civiltà. Solo in un secondo momento, con lo sviluppo della divisione del lavoro nella società, alla funzione primaria vennero aggiunte funzioni secondarie in numero sempre crescente. Con la comparsa di caratteri estetici si ebbe la nascita dell’architettura anche come arte visiva, dotata però di proprie caratteristiche peculiari.

Nell’architettura concorrono aspetti tecnici e artistici.

0 replies

Leave a Reply

Want to join the discussion?
Feel free to contribute!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *