da ici a iuc

Ici, Imu, Tares,Iuc: AArchitettura pensaci… Tuc!

Contro il logorio della… fiscalità moderna, i professionisti di AArchitettura fanno ordine nella giungla delle nuove tasse sulla casa. Tra vecchie e nuove imposte che suonano come una filastrocca di cattivo gusto, risolveremo il groviglio di sigle e giri di parole per capire cosa si pagherà e soprattutto chi lo farà. O forse è meglio dire chi lo dovrà fare.

In attesa di sapere come si tradurrà la nuova tassazione nei Comuni vicentini, i quali avranno tempo ancora pochi giorni per decidere come comportarsi, vediamo cosa cambierà nel prossimo futuro.

Quale nome alla nuova tassa?

In principio fu… l’Ici, la cara (di nome e di fatto) vecchia Imposta comunale sugli immobili che ormai tutti abbiamo dimenticato. Non era poi così difficile farlo visto quel che ne è seguito. Poi è arrivata l’Imu, l’Imposta municipale unica, amata, odiata e infine divenuta ago della bilancia politica in grado di tenere in vita o meno un governo.

Ora tocca al Ddl Stabilità mettere le cose in chiaro. Imu, Tarsu, Tia, Tares, Trise e poi Tuc. E siccome l’acronimo Tuc ancora non convinceva, eccoci alla Iuc e questa volta sembra sia la volta buona.

Cosa comprende la Iuc?

L’Imposta Unica Comunale ingloberà sotto lo stesso tetto l’Imu oltre alle due componenti per lo smaltimento dei rifiuti (Tares) e per la copertura dei cosiddetti servizi indivisibili quali l’illuminazione pubblica, la manutenzione stradale, la sicurezza, ecc. (Tasi).

Che fine ha fatto l’Imu?

Per quanti speravano nella sua scomparsa definitiva siamo costretti a deludere le aspettative.

La prima doccia fredda è arrivata infatti nelle ultime ore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto 133 approvato lo scorso 27 novembre. In circa 800 degli oltre 8000 comuni italiani, infatti, sembra proprio che sulla prima casa si dovrà pagare anche l’imposta 2013. Merito delle aliquote superiori al 4 ‰ decise da alcuni Comuni ed il cui mancato introito non verrà appianato dal Governo.

Per sapere quanto si dovrà pagare basterà calcolare la rata Imu prevista per dicembre 2013 nel suo totale sottraendo a questa cifra l’importo che si dovrebbe pagare con aliquota allo 0,4 %. Chi otterrà come risultato una cifra pari a zero o inferiore potrà tirare un sospiro di sollievo, per gli altri… beh, non resterà che aprire il portafogli.

Nel 2014, poi l’Imu non svanirà del tutto, ma penderà solo sulle seconde case e sulle case di lusso.

Sul fronte delle aliquote non si supererà il 10,6 ‰ sul valore catastale che dovrebbe venire così ripartito:

–         8,1 ‰ a carico del proprietario (escluse le abitazioni principali, i terreni agricoli ed i fabbricati rurali)

–         1,5 ‰ a carico di chi occupa l’immobile a qualunque titolo

–        1 ‰ (opzionale) solo per quei casi in cui proprietario e utilizzatore coincidano (escluse le abitazioni principali, i terreni agricoli ed i fabbricati rurali)

Buone nuove

Fatti e rifatti i conti spuntano anche 500 milioni di euro che finiranno nelle casse dei Comuni italiani con il vincolo di destinarli ad incentivi e detrazioni per le abitazioni principali. Particolare attenzione sarà rivolta alle categorie più deboli, dalle famiglie numerose ai giovani.

Restando al comparto casa, il Ddl Stabilità ha confermato anche per il 2014 i bonus sull’acquisto di mobili ed elettrodomestici se collegati ad interventi di ristrutturazione. Gli incentivi rimarranno fissi al 50% per tutto il prossimo anno per calare poi al 40% nel 2015.

Pollice alzato, infine, anche per le riqualificazioni energetiche che potranno godere del 65% di detrazioni, percentuale che calerà al 50% nel 2015 per assestarsi al 36% nel 2016.

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Ici, Imu, Tares,Iuc: AArchitettura pensaci... Tuc! by Giulio Centomo is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 4.0 International
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